martedì 17 ottobre 2017

Storia del nuovo cognome

Cari lettori, se avete letto e apprezzato il primo volume della serie de "L'amica geniale", non posso che consigliarvi la lettura del secondo libro, incetrato sull'amicizia dalle mille sfaccettature di Lila ed Elena, ora adolescenti:

TRAMA (da amazon)

Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono entrambe in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso se stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il matrimonio dell’amica, ha scoperto che non sta bene né nel rione né fuori.
Le vicende dell’Amica geniale riprendono a partire da questo punto e ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo travolgente con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. Il tutto sullo sfondo di una Napoli, di un’Italia che preparano i connotati allarmanti di oggi.
Della trama non anticiperemo niente. Storia e forza della scrittura fanno tutt’uno al punto che ci pare sconveniente guastare al lettore il piacere di leggere sorprendendosi
a ogni pagina. Meglio dunque abbandonarsi a Lila ed Elena: conoscerle a fondo, riconoscersi sia nella tendenza alla conformità acquiescente sia nella caparbia determinazione a prendere in mano il proprio destino.

lunedì 16 ottobre 2017

Ottobre: la Sternbergia

Cari lettori, iniziamo la settimana con il ritorno della mia rubrica floreale, questo mese dedicata alla Sternbergia.




E' un fiore giallo, molto simile al croco, tanto che per questo motivo viene chiamata anche "Zafferano giallo" o "Zafferanastro giallo".

E' un tipo di pianta abbastanza raro, che fiorisce nella zona mediterranea e in Medioriente. In particolare, in Italia, è diffusa soprattutto nelle Murge, ma anche in Sardegna.

E' ritenuta da molti esperti come la miglior fioritura autunnale: questo fiore, infatti, si sviluppa, con le sue foglie verdissime e carnose, a partire dalla fine di settembre e fino all'inizio di novembre. Proprio per questo sopporta bene il freddo, anche se predilige le zone luminose, rischiarate dalla luce del sole. Tende a essere piantata in bulbi, che si preferisce interrare in primavera, attenzione però: i bulbi sono tossici e necessitano quindi di molta attenzione!

Il suo nome, così particolare, deriva dal suo scopritore, ovvero il Conte Moritz Sternberg, medico e botanico vissuto a Praga nel 1700. 

Molte volte questa specie viene assimilata al gruppo dei cosiddetti "crochi invernali": purtroppo, non ho rinvenuto leggende specifiche legate a questo fiore che, per la sua rarità, viene generalmente raggruppato all'interno della specie dei crochi. Se volete però leggere qualche storia su questi ultimi, vi rimando al mio articolo del mese di febbraio:http://langolodiariel.blogspot.it/2017/02/febbraio-il-croco.html

Fonti:






Foto tratta da "Scelte per te".

sabato 14 ottobre 2017

99 giorni

Cari lettori, oggi vi recensirò un romanzo che si è rivelato una bellissima scoperta, "99 giorni" di K.A. Tucker, edito da Newton Compton.

Ho scoperto l'esistenza di questo libro e della sua autrice proprio nella blogosfera e, dopo aver letto recensioni positivissime su una trama che poteva piacermi, ho deciso di leggerlo... e ho fatto molto bene!

La storia è strutturata su due piani temporali diversi e su due differenti punti di vista: quello del protagonista maschile Jesse, che ci racconta gli antefatti; e quello della protagonista femminile, voce narranted del presente.

La ragazza non conosce il suo nome, anzi, non conosce proprio nulla di sè stessa e della sua vita: è stata ritrovata in fin di vita dallo sceriffo del villaggio di Sisters, nell'Oregon, dopo essere stata picchiata selvaggiamente e violentata, perdendo così il bambino che portava in grembo. Nonostante tutto riesce a sopravvivere, anche se con un'amnesia, che non le fa ricordare nulla: unico simbolo del suo passato è un tatuaggio raffigurante il simbolo dell'acqua, ed è proprio per questo che la ragazza decide di farsi chiamare Acqua.

In ospedale conosce Ginny, un'anziana donna, dal carattere burbero e molto chiuso, che si offre di ospitarla nel suo ranch, che confina proprio con la proprietà dello sceriffo Gabe, sposato con la moglie Meredith (la dottoressa che l'ha operata) e i suoi due figli, l'infermiera Amber e Jesse, un misterioso ragazzo che suscita subito l'attenzione di Acqua, attratta da quella persona così sfuggente che le viene indicata dagli altri come un ragazzo ribelle e problematico.

Grazie al racconto di Jesse, ambientato nel passato, il lettore, a poco a poco, comincia a scoprire qualche frammento in più sulla vita passata di Acqua: il ragazzo infatti, di professione meccanico, narra di come una sera si sia fermato a soccorrere una donna con l'auto in panne, una perfetta sconosciuta che, in un momento di sconforto, ha confessato a lui, un perfetto sconosciuto, di come la sua vita fosse difficile, strappandogli poi un bacio che cambierà per sempre la sua vita...

Ho trovato questo libro molto avvincente, dato che alla storia d'amore unisce anche sfumature tipiche del thriller e del giallo: saranno molti i misteri che si snoderanno in tutta la vicenda, portando così il lettore a voler proseguire la lettura. Azzeccatissima l'alternanza sia temporale sia dei punti di vista dei due personaggi, così come lo stile fluido, l'ambientazione del paesino che ricorda i villaggi western, e la focalizzazione su un tema triste ma, purtroppo, molto attuale: la violenza domestica sulle donne. Unica pecca il triste fatto che accade alla fine (non posso aggiungere altro per non fare spoiler)... ma perchè!? Io, sinceramente, lo avrei evitato! 

Sorvolando su quest'ultimo punto, vi consiglio moltissimo la lettura di questo romanzo e grazie alle blogger che me lo hanno fatto conoscere con le loro recensioni!

venerdì 13 ottobre 2017

La leggenda del Castello di Malaspina

Cari lettori, oggi ritorna la mia rubrica culturale del venerdì. Questa volta ho deciso di proporvi un argomento più misterioso, che mescola amore, odio e mistero: trattasi di una delle leggende che aleggiano attorno ai numerosi castelli di cui è pieno il nostro Paese, in particolare quella del Castello di Malaspina.

La fortezza è situata a Fosdinovo, al confine tra la Liguria e la Toscana, tra il golfo di La Spezia e le Alpi Apuane. E' in questo posto che si svolge gran parte della triste storia di Bianca Maria Aloisia Malaspina,  vissuta nel XIII secolo.

Secondo la leggenda la ragazza s'innamorò di uno stalliere che prestava servizio nel castello. Il loro amore fu però osteggiato dalla famiglia di lei, che miravano che la figlia sposasse un cavaliere. Alla loro richiesta, la ragazza difese il suo amore per lo stalliere, e per questo fu rinchiusa in un convento. Bianca Maria riuscì comunque a vedere il suo amato, tramite incontri clandestini: secondo una versione della leggenda rimase incinta, secondo un'altra al momento di prendere i voti si rifiutò di farlo.

L'uno o l'altro motivo portarono a delle gravissime conseguenze: lo stalliere venne ucciso e Bianca Maria fu riportata al castello dove, sotto tortura, venne obbligata a rinnegare il suo amore. 

Dato che la ragazza si rifiutò di farlo, la famiglia decise di rinchiuderla in una delle stanze e di murarla viva, assieme a un cane (simbolo di fedeltà) e a un cinghiale (simbolo della ribellione verso le autorità), nella quale Bianca Maria morì di stenti.

Oggi, attorno a questa triste vicenda, aleggiano storie inquietanti, come il ritrovamento di ossa umane e di animali in una sala del castello e della presenza di una macchia bianca sul suffitto di una delle stanza del castello, che sembrerebbe assumere sembianze umane. Per non parlare del suo spirito, che continuerebbe ad aleggiare senza pace nelle stanze del castello.

Dal punto di vista storico, però, pare che la leggenda contenga molti elementi di fantasia, e che i resti ritrovati apparterrebbero in realtà a una Bianca Maria Malaspina vissuta nel 1600 e non nel Medioevo. Questa ragazza, nata albina, e per questo chiamata "Bianca", venne tenuta nascosta nel castello per la sua condizione, che all'epoca veniva associata alla presenza del demonio, e  per la fotofobia di cui soffriva come conseguenza del suo stato. Leggende popolari costruirono poi attorno alla sua figura, la tormentata storia d'amore di cui fu sempre vista come protagonista.


Fonti e siti di approfondimento:

- Focus Storia (febbraio 2017)




- Foto tratta da Wikipedia.  

giovedì 12 ottobre 2017

La bambina con il cappotto rosso

Cari lettori, sbirciando tra le novità di questo periodo, ho notato questo romanzo dalla trama particolare, un po' inquietante, ma anche capace di suscitare curiosità:

TRAMA (da amazon)

«A volte il pensiero peggiore diventa un treno inarrestabile. È stata colpa mia? È stata colpa mia? È stata colpa mia?» Carmel ha otto anni, i capelli ricci che spuntano in fuori come pistilli di un soffione, un cappottone largo del suo colore preferito. Secondo la maestra si scorderebbe anche la testa, se non l'avesse attaccata al collo. Ma per la madre Beth i suoi momenti d'assenza sono esercizi di fantasia, fughe di una mente affamata di storie. Ecco perché un pomeriggio, durante un festival di storie per l'infanzia, Carmel crede anche a quella che le racconta un distinto signore con gli occhialetti tondi. Sua madre ha avuto un incidente, e lui è il nonno che la bambina non ha mai conosciuto e che si prenderà cura di lei per un po'. Mentre Beth continua a cercarla senza arrendersi, Carmel diventa una delle tante ragazzine scomparse che affollano le pagine di cronaca: con l'unica differenza che non sa di essere stata rapita. Tradotto in sedici paesi, "La bambina con il cappotto rosso" è una favola nera sulle storie che ci raccontiamo per sopravvivere ai dolori più grandi - e su quelle che invece possono materializzare le nostre peggiori paure.

martedì 10 ottobre 2017

Come un dolce ben riuscito

Cari lettori, questa settimana vi voglio consigliare un libro che ho letto molti anni fa, ma che ricordo ancora come una lettura piacevole e rilassante:

TRAMA (da google libri)

Cathy Scarlet e Tom Feather hanno deciso di mettere in piedi la più grande agenzia di catering di Dublino. Il loro progetto è frutto di un attento studio e ci sono tutte le premesse per sfondare, non ultima un'ottima intesa fra i due soci. Ma amici e parenti non sono così entusiasti e decidono di mettere loro i bastoni tra le ruote. Primi fra tutti i genitori di Tom che rifiutano la scelta professionale - e personale - del figlio. Poi i rispettivi partner di Cathy e Tom estremamente sospettosi dell'eccezionale accordo tra i due. E quando i rovesci del destino si fanno sentire, ciò che resta più saldo è il lavoro di Cathy e di Tom e non i legami affettivi, ritenuti fino allora inattaccabili da tutti.

lunedì 9 ottobre 2017

Intervista ad Alessandro Dainotti

Cari lettori, iniziamo la settimana con una nuova intervista, questa volta dedicata allo scrittore Alessandro Dainotti e alla sua opera "Un giorno qualunque": buona lettura!


 
1. Ciao Alessandro, benvenuto nel mio blog! Per iniziare a conoscerci raccontaci un po’ di te.
 
Ciao Ariel e grazie per il benvenuto. Che dire? Sono siciliano di nascita, romano di adozione e londinese per dovere. Amo leggere, andare al cinema, giocare all xBox, bere in compagnia dei miei amici, spendere la domenica in compagnia della famiglia. Sono disordinato, distratto e penso sempre a troppe cose contemporaneamente.

2. Quando hai iniziato a scrivere?
 
Ho iniziato a scrivere quando avevo 22 anni. C’era l’idea per una storia che mi girava in testa da molto tempo e non riuscivo a sbarazzarmene, così ho pensato che l’unica soluzione era quella di buttarla su carta, di darle un senso con le parole scritte e non più con quelle che mi ruotavano in mente. Dopo un paio di giorni dal quel momento, mi sono ritrovato in mano le prime pagine di quello che credevo sarebbe stato il mio primo romanzo. Purtroppo non l’ho terminato, ma so che è in attesa di essere ripreso.

3. Com’è nato “Un giorno qualunque”?
 
“Un giorno qualunque” è nato durante un viaggio in treno. Mi trovavo in un periodo poco sereno della mia vita e sentivo la necessità di riprendermi, ma non sapevo quale strada imboccare. Ho preso carta e penna ed ho iniziato a scrivere una lista delle cose che non andavano bene. A queste ho aggiunto una breve descrizione dei motivi per cui quelle cose non funzionavano e in pochi attimi ho avuto un breve resoconto dei miei ultimi mesi, che ho visto come una storia indipendente da me. A quel punto mi è subito venuto in mente il finale che volevo per quella storia e ho cominciato a scrivere l’incipit del romanzo.

4. Quali sono le caratteristiche che hai voluto far risaltare nel protagonista Adriano?
 
Volevo un personaggio in cui ogni lettore si potesse riconoscere senza difficoltà, per questo sono stato attento a non dargli una caratteristica in particolare. Adriano vive una vita comune a molte altre persone e fa scelte in cui tanti si riconoscono. Questo è uno dei motivi per cui il lettore arriva ad amare Adriano e, verso la fine del romanzo, a odiarlo quasi completamente. Sono due sentimenti del tutto discordanti, che non mi sarei mai aspettato, ma molti lettori si accomunano nelle ragioni del loro giudizio.

5. Raccontaci qualcosa di qualche personaggio secondario.

Uno dei miei personaggi secondari preferiti è Bruno, il migliore amico di Adriano. Lui è l’unico che non si prende mai sul serio. Affronta la vita con leggerezza e trova sempre il lato positivo in ogni situazione. Tutte le volte in cui fa la sua apparizione nella storia, il lettore sorride per le battute che Bruno dice o per le situazioni paradossali in cui va a cacciarsi. Tutto ciò può farlo apparire come un personaggio banale e frivolo, ma non è così. Quando sarà il momento di mostrare il coraggio, Bruno sarà in prima linea, pronto a difendere la verità anche a costo di mettersi contro le persone a cui vuole bene.

6. Quali sono le tematiche che hai voluto far risaltare nel tuo romanzo e perché?
 
Sono molte le tematiche che ho voluto affrontare: immigrazione, amore, crisi (economica e generazionale), omosessualità. Sono tutte tematiche che sento vicine e che coinvolgono in pieno il periodo storico che stiamo vivendo. Nella mia scrittura mi piace raccontare il mondo per come lo vivo e lo vedo io. Mi piace il pensiero di poter fornire ai lettori dei punti di vista che prima non avevano preso in considerazione.

7. Tre aggettivi per descrivere il tuo libro.
 
Attuale, introspettivo, agrodolce.

8. C’è uno scrittore, o anche più di uno, al quale ti ispiri quando scrivi?

Adoro Michael Cunningham e Anne Rice. Sono due scrittori che ammiro profondamente; il primo per la capacità di cogliere l’attimo nelle vite dei suoi personaggi, la seconda per la poesia della sua voce narrante. Mi ispiro a loro due come modelli di scrittura a cui vorrei arrivare, anche se il mio stile è molto diverso dal loro, soprattutto nelle descrizioni.

9. Com’è il tuo rapporto con il pubblico? Hai tenuto delle presentazioni?

“Un giorno qualunque” mi ha portato in diverse città e in diverse situazioni, ognuna della quali con un pubblico diverso. La prima esperienza in assoluto è stata la Fiera del libro di Firenze. Prima di allora non mi ero mai confrontato con il pubblico e devo ammettere che è stata un’emozione grandissima, soprattutto considerando la mia timidezza di base. Il primo giorno ero una statua di sale, poi ho imparato a sciogliermi e ad approcciare le persone. Le presentazioni sono diverse; sai che le persone sono venute apposta per te, e questo ti fa venire l’ansia da prestazione. Ma anche lì é questione di istanti: bisogna inspirare a fondo e far parlare il cuore.

10. Ti piacerebbe continuare a scrivere e a pubblicare? Hai in cantiere qualche altro progetto?

Certo! Dalla pubblicazione de “Un giorno qualunque” mi sono preso un paio di mesi di sosta per dedicarmi alla promozione del libro. Da poco mi sono rimesso a scrivere su un nuovo progetto, che spero di terminare in breve tempo. Stavolta i personaggi principali saranno due: una madre divorziata e una bambina. Voglio mettere a confronto due generazioni diverse e due modi di vivere il proprio corpo secondo stereotipi sociali opposti.

E con quest'ultima risposta ringrazio Alessandro per il tempo dedicatoci e vi dò appuntamento alla prossima intervista!